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lunedì 26 dicembre 2011

.•**•.¸ Un Amico ”Speciale” ¸.•**•.¸



Può Servire a Tante Cose
anche a conoscere le Morose;
ti Aiuta perfino ad Approcciare:
a tutto si riesce ad Attaccare.

Rinomato come Conquistatore,
affolla e colora un Contenitore.
Con la sua Personalità tutto Riempie
e il Lavoro da Sostenitore compie.

Il Suo è un Compito assai Pesante:
porta le Vesti del Vecchio e dall’Infante;
Evita cedimenti Vari e Inopportuni,
che creerebbero Imbarazzo ai buon Costumi
.

Ad un Filo è Appesa la sua Vita,
l’Avventura è sua Grande Amica!
Sempre a Spasso per il Mondo,
Gira e Rigira su se stesso, in Tondo!

Ha una caratterista Interessate
sa aprire e chiudere ogni Versante.

Tiene unite, in pace, due Metà,
che anche se tiran, certo non le lascerà!

È un Moderatore con i Fiocchi,
Bello sia al Tatto che per gli Occhi.
Se,con un Calzino,un serpente Vuoi fare,
In coppia, Sul naso, lo dovrai Posare.

La Biscia avrà sguardo si penetrante
che il risultato sarà davvero Esaltante!
Insomma è proprio un Conformista:
s’adatta ad ogni forma come un Artista!


Non è solo uno, ma ha tanti fratelli, 

tutti diversi ma sempre più Belli.
Posson esser quadrati o rotondi i Bottoni
Ma son sempre utili a tener su i Pantaloni!


sabato 17 dicembre 2011

Il nodo d'amore



In una scuola, durante una riunione con i genitori degli alunni, la Direttrice metteva in risalto l’appoggio che i genitori devono dare ai loro figli.
Capiva che, la maggior parte dei genitori della comunità erano lavoratori, ma chiedeva loro di passare il maggior tempo possibile con i propri figli, per ascoltarli e capirli.
Tuttavia, la direttrice rimase sorpresa quando un padre si alzò e spiegò, in maniera umile, che lui non aveva il tempo di parlare con suo figlio durante la settimana. Quando rientrava dal lavoro, molto tardi, il figlio era ormai addormentato. Quando usciva per andare al lavoro, era molto presto e suo figlio stava ancora dormendo. Spiegò, inoltre, che doveva lavorare in questo modo per provvedere al sostentamento della famiglia. 
Dichiarò anche che non avere il tempo per suo figlio, l’angosciava molto e cercava di rimediare andando tutte le notti a baciarlo, quando arrivava a casa e, affinché suo figlio sapesse della sua presenza, faceva un nodo alla punta del lenzuolo. Questo succedeva religiosamente ogni notte in cui si recava a baciarlo. Quando il figlio si svegliava e vedeva il nodo, sapeva che suo papà era stato lì e lo aveva baciato. Il nodo era il mezzo di comunicazione fra loro.
La direttrice si emozionò per quella storia singolare e si sorprese ancora di più quando constatò che suo figlio, era uno dei migliori alunni della scuola. 
Il fatto ci fa riflettere sulle molteplici forme in cui le persone possono essere presenti e comunicare con gli altri. Quel padre aveva trovato la sua maniera, che era semplice ma efficacie. E la cosa più importante era che suo figlio percepiva, attraverso il nodo affettivo, quello che suo papà gli stava dicendo. 
Certe volte ci preoccupiamo per il modo in cui diciamo le cose e dimentichiamo che la cosa principale è la comunicazione attraverso il sentimento. Semplici dettagli come un bacio e un nodo alla punta del lenzuolo, significavano, per quel figlio, molto di più che regali e scuse varie. È importante che ci preoccupiamo per le persone ma è più importante che esse lo sappiano, che possano sentirlo. 
Affinché esista la comunicazione, è necessario che le persone “ascoltino” il linguaggio del nostro cuore, poiché, in materia di affetto, i sentimenti parlano sempre più forte delle parole. È per questo motivo che un bacio, rivestito del più puro affetto, cura il mal di testa, l’abrasione al ginocchio, la paura per il buio. 
Le persone qualche volta non capiscono il significato di molte parole, però sanno registrare un gesto d’amore. Anche se il gesto è solamente un nodo. Un nodo pieno d’affetto e amore...


venerdì 16 dicembre 2011

°§°§°§° Attimi °§°§°§°


Labile scia Di un tempo Lontano,
segna il Ricordo del Momento Sovrano.
‘si Stesa sul Giaciglio Dormiente,
Immagini colgon, Improvvise, la Mente…



°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°

Vi stendo e leggiadra Vi sovrasto,
Vi blocco dolcemente,vi contrasto…
Vi faccio piano ansimare, sospirare,
e nel piacere lentamente scivolare.
Carezze Sfiorate ma molto calde ,
seguon le mani forti e ‘ si Salde
Ogni centimetro Presto esplorato
da labbra Umide appena toccato:
ogni brivido Vien lesto inseguito,
per render il piacere vibrante, infinito.
Punta di lingua che sfiora Appena;
Mai sazia di sussulti, banchetta in Sua cena
Sperato Ardito incontro ‘si Avviene;
di labbra e calore come si conviene…
Parole troncate Da morso Beffardo:
prosegue il cammino beato e testardo
Tocco di dita sfiorato e saltellante;
Picchietta sulla pelle da vero  birbante…
Mano arrogante e Dolcemente curiosa
passa sui Fianchi in danza Armoniosa,
Avvolge e Attrae a Se ogni desiderio
imponendo con Forza l’suo Imperio.
Si fonde in un Sol, lo spezzato Respiro
mentre del piacer l’ profumo Aspiro.
Ardore, Profondità e Pura Dolcezza
si Mescolan di Grida di Allegrezza…
Or calma apparente Sovrana Regna,
nella stanza di Sorrisi ormai Pregna
.

°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°§°


Il Risveglio è soave e Sorridente,
Il viso Raggiante, splendente.

mercoledì 7 dicembre 2011

Carta e Pennino, Amore e Passione



“Sogno.  Il letto e le coperte m’avvolgono, fuori il vento ulula e s’avventa sulla mia finestra, sbatte, vorrebbe entrare.. lo so.. ma fa freddo stasera, meglio che lasci sfogare la sua testardaggine contro il muro. Si calmerà.
Sono al caldo ora. Sola nella stanza …  Sogno. Il pennino e la carta … inchiostro che lercia il bianco … quanto mi manca che il candore venga spazzato via da sapienti mani che scorrono su di esso … entrandoci dentro e dando cosi il meglio di sé ...
Il  Pennino graffia la carta, gli chiede di trasudare la passione che le scorre dentro, la incide per poi riempirla della sua voglia di poesia, di ritmo, di danza … e assieme ballano … le note nascono seguendo il loro tempo. Sollecito. Ansante. All’unisono.
La punta leggera scorre avanti e indietro, il suo tocco è leggero ma piacevole … poi cambia d’intensità, si fa più profondo quando le emozioni s’addensano tutte assieme e hanno foga di esplodere, uscire … la carta s’increspa al suo passaggio, inarca la schiena sentendo brividi attraversarla; Esprime su di se ogni goccia della passione che sta consumando il pennino. Urla al mondo il piacere di quel ballo d’amore … e poi si distende, esausta … con la nuova linfa che le scorre dentro…



Il pennino ora si abbandona sulla Carta, assieme riposano, l’uno sull’altro, Emozione contro emozione…
Nei loro palpiti la danza ha dato dolci frutti di pulsante Passione.
Pulsanti immagini ancora aleggiano nell’aria: rappresentano il Battito di due coinvolgimenti selvaggi e teneri allo stesso tempo.
Un capolavoro ha preso forma e steso ora giace. Riposa. Ma non smette di crescere. Il desiderio di tornare a scrivere l’amore l’uno sull’altro non si è esaurito. Sta solo riprendendo fiato. Per poi intingere nuovamente la punta nell’inchiostro e ricominciare … “




lunedì 5 dicembre 2011

Corre e Scorre



Corre e scorre “costretto” su quella via
che tutti chiaman solitamente ferrovia,
ma in essa io non vedo limite in verità:
solo una grande guida per la mia libertà.

Tutto quanto è preso e trasportato
verso un luogo che par incantato
anche solo per il carattere di novità
che con me nel viaggio porterà.

Non scappare, ma andarsene via:
ecco cosa attiva la viva fantasia!!
Mentre salgo senza destinazione
immagino chiara la soddisfazione

… di una meraviglia soltanto sognata
mentre ero in questa città incatenata.
Guardando in stazione partire il treno
all’immaginazione non c’era più freno

E scorro dal finestrino il mondo
che è il mio io più celato e profondo…
Il paese più bello è ciò che ho dentro:
dei miei desideri più lontani è il centro.

Labile e fuggente è l’istante della salita:
della fuga è l’intrigante amante gradita…
mi rapisce e con la fulminea sua velocità
mi porta lontano da questa banale città.

Strade, paesi, mari e montagne sì ignote
della bambina che è in me fan rosse le gote,
brillano gl’occhi per la voglia di esplorare
e la curiosità convince il cuore a scappare.

E’ intrisa nella magia del mio viaggio
l’attesa del rientro da  “selvaggio”…
Un allontanamento è nulla senza ritorno:
Il racconto è del cammino sol il contorno!

Ma al mondo non v’è una partenza
senza il verdetto della sentenza:
“M’allontano, esploro e vado via
ma prima o poi, tornerò a casa mia!”



venerdì 2 dicembre 2011

Una maestra non smette mai di lavorare e di essere una maestra! ^_^



Ci pensate mai?
Tutti quelli che conoscono una maestra ma non fanno questo lavoro dicono “Oh beate voi che avete tante vacanze! “ oppure “Ma si ma non fate nulla, bel lavoro che ti sei scelta!” oppure “Ma non lamentarti che il tuo lavoro è bellissimo, con orari ridotti e con sforzo minimo” . . . etc . . .
Beh a queste persone vorrei dire qualcosina:

·         - Vero. Noi maestre abbiamo “solo” 22 ore frontali settimanali con i bambini,  2 ore settimanali di programmazione e 40 ore annuali di riunioni. Vero. Ma avete mai pensato che quando un impiegato, un operaio o chicchessia torna a casa da lavoro è finita li, mentre una maestra ha da correggere quaderni, preparare materiali, inventarsi strategie nuove e adatte per ogni tipo di bambino, aggiornarsi sulle nuove teorie didattiche,informarsi su ciò che accade nel mondo etc . . .?
Una persona normale torna a casa e lascia il lavoro altrove, una maestra il suo lavoro non lo abbandona mai! ( e lo fa con molto piacere normalmente !! :D )

·         - Vorrei invitare in classe chi mi dice che le maestre non fanno nulla e hanno un lavoro rilassante . . . provate a stare in una classe con 25 bambini dai 6 ai 10 anni e a tenerli buoni, interessati, attivi e pronti ad imparare per 8 ore al giorno . . . facendoli crescere, imparare, divertire e possibilmente mandarli a casa tutti interi senza lacrimoni agli occhi o ossa rotte . . . provateci, poi ditemi se è RILASSANTE! Detto questo voglio precisare che non mi lamento, amo i bambini in tutti i loro aspetti, ma riconosco anche le difficoltà che incontro e vi assicuro che l’esercizio di pazienza che devo fare spesso richiede un grande impegno!!!! :D


·         - Provate a parlare con una maestra o ad andare in giro con una di loro. Il pensiero di un insegnante è sempre volto ai suoi bimbi!! Io cammino per strada e mi fermo a guardare qualche libro? Penso a come potrei utilizzarlo con i miei piccinini! Sento qualche storia o qualche notizia e penso che sarebbe bello raccontarli in classe, provo un materiale o vedo un lavoretto che si potrebbe realizzare e subito inizio a pensare come proporlo, vengo a sapere di qualche iniziativa o incontro e immediatamente me lo appunto per poi parlarne con il dirigente . . . insomma . . . ogni momento della mia vita può essermi spunto utile in classe!! Imparo cose che potrei proporle, ascolto documentari e guardo programmi che mi potrebbero essere utili, adoro i libri che sono adatti a loro, chiedo consiglio a chiunque per  sentire tanti pareri e fare bene il mio lavoro, passo serate intere su internet su siti di didattica e d altre maestre per trovare spunti e lavori intelligenti . . .
·   
-    
Avete mai parlato con dei genitori moderni? No perché fino a qualche decennio fa l’insegnante era un’autorità, mentre ora son tutti bravi a fare i maestri e tutti sanno come bisogna comportarsi per fare le insegnanti. Lamentele, critiche sono all’ordine del giorno . . . sono la parte peggiore del nostro lavoro . . . se trovi famiglie “difficili” sei a posto… puoi anche essere denunciata per aver fermato un bambino che stava dando la sedia in testa ad un compagno, prendendolo per un polso. E’ violenza su minore. . .  -.-  Ecco . . .
Si combatte quotidianamente con razzismo, bullismo, leader negativi etc . . . che ovviamente hanno alle spalle famiglie che li difendono a spada tratta pensando di avere degli angeli, non dei bambini! -.-

Insomma, la vita di una maestra è votata ai bambini e all’offerta formativa che può offrire . .
Tu che dici che il lavoro di una maestra è semplice, con poche ore e rilassatente . . . rifletti su queste cose . . . :) ( e sono solo alcune eh?? Bisogna provare per credere!!! )

Per amor di cronaca voglio dire che io amo i bambini e per me fare la maestra non è solo un lavoro, ma una vera passione. Amo quello che faccio e lo faccio volentieri, con gioia e impegno :D

Vedere un bambino che impara, che supera le sue difficoltà, che si scopre artista o matematico provetto è un vero piacere . . . aiutarli a crescere, a coltivare spirito critico e amore per la verità è stupendo quanto impegnativo . . .  E’ una responsabilità immensa quella di istruire i grandi di domani, un piacere ma anche una grande responsabilità! :D


Non faccio un lavoro speciale, è uno come tanti altri . . . ma mi infastidisce che il mio operato venga spesso svalutato . . . è vero facciamo tante vacanze . . . ma un mestiere non si valuta solo da questo .  . . bisogna provare per credere!  ^_^




martedì 29 novembre 2011

C'è chi dice, pensa e sogna . . .



Nuvole Bianche come candide lenzuola,
momenti magici si srotolan come stuola.
Non vi son divieti, né limiti alcuni,
Tanto meno atti o pensieri inopportuni.

C’è chi vede nei sogni quel che accadrà,
evidente segno di una futura realtà.
Altri dicon che son sciocche fantasie
che celano e mascherano oscure manie.

C’è chi si sveglia con occhi inondati
da lacrime amare, tanto bagnati.
Alcuni invece trovano la speranza,
in un bacio effimero in una stanza.

C’è chi si desta con un grande sorriso,
gli angoli alzati che illuminano il viso.
E nonostante i sogni siano da noi lontani
almeno li, si può esser dei veri sovrani…

C’è chi dice che son specchio di desideri,
quelli più profondi, nascosti e veri…
quelli che non si ha il coraggio di dire
per paura di esser derisi o di soffrire.

C’è chi dice, c’è chi pensa e chi sogna,
ma di essere amato ognuno s’abbisogna.
Che sia fatto reale o genuina fantasia,
il sogno è spinta ideale per la vita mia…



domenica 27 novembre 2011

Dipinto da Sinistra a Destra


Sfondo come Misterioso,
scuro, Nero, ombroso…
Calda Luce che Appare
Poco inizia a Svelare.

La Spalla lenta si Muove
Prova esperienze Nuove,
i Muscoli in Tensione
son Segno di Propensione.

Il Gomito è Sì steso:
Libero, da nulla Preso.
I Nervi son Rilassati
Morbidi, non Stressati.

Polso a Riposo, Sciolto,
ogni Peso gli è Tolto.
Palmo Volto Verso l’Alto,
Unghie Senza Smalto.

Dita sì Abbandonate;
Or dolcemente Donate;
Non Mano , ma Gesto
d’Amicizia Pretesto.

Aiuto e Sostegno:
Significato del Disegno.
Gratuità Geniale
In un Gesto Banale.

Mano Protesa in Avanti,
su Note di soavi Canti.
Sia Richiesta o Dono
Riceve un “Si” come Suono.

Chiarezza nell’Ignoto
Ecco ciò che io Noto.
La Semplicità in Tutto
è come Dolce Frutto.


venerdì 25 novembre 2011

Oh Principessa . . .




Se soltanto avessi uno specchio incantato
che non rifletta, ma che faccia vedere,
Vi mostrerei il cuore che Vi ho donato
senza alcun tipo di ostacoli o barriere.

Che rabbia sale a vedere quei ricchi Signori:
che si inchinano sorridenti al Vostro cospetto,
vi donan Gioielli, Preziosi e Gran tesori

ma in segreto Vi sognano nel loro letto.

Il loro non è amor Vero,è Sentimento Vile,
interessati si, ma per un motivo soltanto:
sfoggiarvi come trofeo o brillante monile.
Avervi accanto sarà un loro Gran vanto!!


Certo può darsi che tutto questo,
sembri soltanto a me cosa curiosa,
ma non so tacere e io Protesto!

Per me siete una Rosa favolosa …

Son un cavaliere dall’antico onore
e credo che vi sia gran differenza

tra chi sa coltivare e chi calpesta un fiore:
si rivela cosi del bruto la vera Essenza.


Principessa, Principessa di questo Reame.
Damigella dal candido e roseo viso.
Vi guardo e mi perdo nelle ardite brame
e in quel Vostro dolcissimo sorriso.

Non son altro che il Vostro umile scudiero
e non credo che avrò mai il coraggio
di dirvi quel che provo per Davvero
mentre vi accompagno in questo Viaggio.

Ma il mio cuore al tempo Vi Donai;
e anche se non ora, tornerò a sussurrare
che D’amarVi non ho smesso Mai …
e con Voi la notte tornerà a Bruciare …

Arderanno ancora le nostre flebil Parole,
gli sguardi e i tocchi si faranno ancor arditi,
Con Voi il cuor mio si quieta, più non si Duole,
i sensi miei son persi forse anche loro impazziti.
L’amor Vero è quello che Sa Aspettare,
Prende, Se ne va ma coraggioso Sa Tornare.
Il timore, la paura e l’incertezza son compagni
di lunghe notti insonni,  ma piene di sogni.

Ciò che è perso non è detto che non possa tornare
per quel Cuore che come il Mio sa Aspettare…
Mia principessa or che tutto V’ho confessato
vi mando il mio cuore, che spero non sia Ridato.






giovedì 24 novembre 2011

Dedicato . . .




(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)

Vulcano di desideri
(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)

Ho un desiderio di te che con la dolcezza centra ben poco:
graffia, morde, invade e brucia dentro come un fuoco.
Come un vulcano che celatamente s’Infiamma
 di tutti i colori Bollenti fa sua e prova la Gamma,
la lava si scalda, si gira, si rivolta … è indecisa …
ma arde assai e quando decide nessuno avvisa.
Sale il desiderio , cresce incandescente il calore
s’avvampa ed esplode la passione bruciante d’amore.

Ho un desiderio di te che ha il gusto di passato
perché ciò che è non è per niente cambiato;
si rinnova la terra coprendosi di nuova lava
facendo dell’anima nascosta, sua schiava …
Si espande, tutto copre lentamente e piano fonde,
forma un rosso mare ribollente di brillanti onde.

Ho un desiderio di te che mai si quieta,
si cela sotto la scorza a mostrar vita lieta
ma l’apparenza inganna, me per prima,
e non lascia che in ardire io mi esprima.
Ho un desiderio di te, che manca di coraggio …
ma è ancora lungo questo nostro intenso viaggio!




martedì 22 novembre 2011

*°*°* Come il sole all’improvviso *°*°*

*°*°* Come il sole all’improvviso …*°*°*

Una semplicità fatta di un niente
che tutto pervade e il cor rende fervente:
un battito nuovo, sembrerebbe animale,
ma non è certo “bestia”, solamente passionale.

Come il sole di quel tramonto sul mare
tu m’accendi e mi scaldi, mi fai bruciare,
m’incendi la vita, di attimi m’asseti
son gocce di cielo luccicanti e mai ti ripeti.

Sai avvolgermi e farmi abbracciare il mondo:
mi guidi e mi accompagni col tuo sguardo profondo.

Hai braccia tali che mi sanno abbracciare,
cosi lunghe da stringermi ma lasciarmi anche andare;
Hai occhi profondi che mi sanno osservare,
sai capirmi e stupirmi, non ti limiti a guardare…
Hai voce grossa e sguardo da bambino
con una dolcezza infinita alla quale io m’inchino.
Hai la forza palpitante della pura passione
che trasforma ogni spezzato respiro in emozione…

…e quando m’accendo come il sole sul Mare
ecco che un gabbiamo sull’acqua inizia a planare,
leggero si posa, planando, sull’attesa vibrante
e l’improvviso suo affondo ruba l’aria all’istante.

Cala la notte e nascono mille stelle;
noi qui ad osservare le più belle…
in un batter di ciglia ci troviamo proiettati
in uno dei più bei sogni, fortunatamente, realizzati:

Io & Te … Assieme …


venerdì 18 novembre 2011

“La nostra scuola è laica, ma non stupidamente laica!"



Ieri durante l’interclasse il mio dirigente ha fatto una riflessione che condivido in toto.
E’ emersa la questione “festa di Natale” e dopo varie e controverse affermazioni, dopo aver ascoltato tutti, ha fatto il punto della situazione.


“La nostra scuola è laica. Bene, ma non stupidamente laica!
Molto spesso si travisa il significato effettivo di questo termine: laico significa semplicemente aperto a tutto. Centra praticamente nulla con l’essere o no credenti.”

Queste sue parole mi hanno fatto riflettere molto e cosi ho deciso di approfondire l’argomento.
Il termine laico nasce nel linguaggio della Chiesa dei primi secoli. Viene dal greco laikós, che significa ‘membro del láos’, cioè del popolo di Dio: indica – tutt’ora - il battezzato che non è stato ordinato e non ha preso i voti. Laici, quindi, distinti da “chierici” e “religiosi” (o “consacrati”). Il laico è colui che è  chiamato  ad occuparsi delle realtà umane naturali come lavoro, economia, politica, scienze fisiche e naturali, arti, ecc.
Il termine “laico”, riferito alle persone, non è dunque sinonimo di non credente, ateo, agnostico o simili!!
Io per prima non avevo mai pensato a tutto questo, pur conoscendo questa distinzione!  Pensate un po’ voi…
E allora qui c’è da chiedersi che cos’è la laicità, riferita al suo significato originale . . .  Ho cercato di comprendere anche questo e sono giunta alla conclusione che essa sia  lo sforzo della ragione di scoprire le leggi e i valori proprî delle realtà naturali, per garantirne lo sviluppo pieno. . .  cose che appunto deve fare un laico e non un uomo di chiesa che invece si occupa principalmente dello spirito!

http://www.europaoggi.it/content/view/1015/45/
Fatta questa interessante riflessione, il dirigente ha anche aggiunto che il Natale è la festa dei bambini e che una festa di Natale nella quale non si parla del Natale, dovrebbe essere chiamata in un altro modo!
 - Giusto! -
Ha anche sottolineato però , che proprio perché la scuola è laica e quindi aperta a tutto, deve essere aperta per prima cosa alle tradizioni del nostro paese! Il Natale è una tradizione! E in questo non v’è nulla di religioso! A scuola non si prega, ma si insegnano le culture e le tradizioni, cosi come la matematica, l’italiano, la storia, la geografia, e quant’altro ….
Il Natale è la festa di tutti i bambini e bisogna raccontare la storia di Gesù bambino, bisogna insegnare i canti di Natale, bisogna spiegare le origini dell’abete (e del valore della vita) , etc . . . bisogna rispettare le tradizioni proprio in nome della laicità tanto declamata, tanto moderna e aperta a tutto!
Se la scuola è laica,  accetta e valorizza ogni cultura, allora anche la nostra deve essere rispettata, valorizzata e vissuta! :)  ( e quando si dice “anche” significa che le altre culture sono ben accette e da conoscere!!)
Il rispetto più vero di offre agli altri quando per primi si porta rispetto a se stessi . . . Impariamo a rispettare le nostre tradizioni e la nostra storia e sarà molto più facile essere aperti, accoglienti e interessati verso gli altri! :)


Quindi, vi lascio con le sue parole, che proprio mi sono piaciute:
“La scuola è laica, ma non stupidamente laica, ma intelligentemente  laica!”


giovedì 17 novembre 2011

Specchi di Libertà


>>°<<Specchi di Libertà>>°<<


Con gli Occhi di una piccola Bambina,
per questo Mondo vorrei Girovagare…
con l’ innocenza candida di una bambolina
e lo sguardo di chi non sa ingannare.


Specchi dove la Fantasia e la Realtà
osservano la Vita senza Difficoltà.
In quegli occhi dove Vedi tante Stelle
e dimoran i Sogni e le idee Più belle
.


Pozze di Limpida tristezza E dolore,
Incantate con Riflessi pieni d'Amore.
Finestre di Stupore aperte, spalancate,
sulle cose più Semplicemente Scontate.

Voglia di avventura e Curiosità sfrenata
Rendono interessante ogni giornata…
tutti gli incontri sono Scoperte meravigliose
che portano ad esperienze fantasiose.

I colori della vita sono tutti mescolati
negli occhi dei Bambini immacolati.
Solo loro li Sanno ancora usare Veramente
collegando il Cuore con la Mente.

Sanno trasformare anche una Banalità
in una splendida e sorprendente realtà.
Scrutano nel profondo delle pieghe del tempo
per allargare la vista ad ogni parte del campo.

Voglio ritornare ad apprezzare la Vita
con questa voglia Esplosiva e infinita,
Gustarmi piano ogni eventuale imprevisto
perché “Io ci sono, Esisto!”

Complicare tutto con uno sguardo severo
rende il mondo brutto e meno sincero.
Oggi c’è il sole…usciamo un po’a giocare
Chi sa cosa la vita ci vuole riservare!

È un’avventura particolare ogni giornata
proprio se fino in fondo me la sono giocata!
Nulla da evitare o saggiamente rimandare

perché Quello che voglio fare è Sognare !



mercoledì 16 novembre 2011

Il Signor Bonaventura . . .


‎"Pel signor Bonaventura l'Euro è la scelta più sicura" . . .  e per te?

domenica 13 novembre 2011

Il cuore come un castello arroccato

 

Castello Arroccato


Arroccato come un Castello è il Cuore
e solo un Battito lo riapre all’Amore:
Un Tonfo, l’unico, ben Conosciuto
perché da Subito l’ho sentito, avuto.

Non vedo e non Sento i tanti Prestanti
che dietro la mia Porta gridan Festanti,
Rosse Rose e Parole dolci, ‘fin Smielate:
ecco le cose che Mi son state Dedicate.

Ma come una Vetta che attende il Sole
non me ne Faccio niente di belle Parole.
Anelo anche Solo ad un Suo Flebil Raggio
che mi scaldi Ancora, come fiore di Maggio.

Quando Sentimento Prevale su Ragione…
non v’è più spazio per Nessuna Questione.
Non serviranno Parole, Distanze o Novità…
Io non Desisto! Sarebbe solo un gran Viltà.

L’unico Pensier mio Rimane Lui: Immutato.
Niente mi scosta, in me Nulla è Cambiato.
Ho cercato l’Oblio guardandomi ben Attorno
ma Lui Ormai è il mio Viaggio senza Ritorno.

Occhi Accesi sol Specchiati nei Suoi Verdi,
distese Immense dove Volentieri ti Perdi…
Voce la Sua che il Cor fa Scalpitare Matto,
Lui è Colui che Aspetterò : Ormai è un Fatto.

Non vedo altra Via d’uscita Per La mia Vita
dalla sua Tenerezza son stata felicemente Rapita.
E’ una Prigione dalla quale non voglio Scappare
anche se Lui mi Vorrebbe, dalle catene, Liberare.

Mi manca l’aria se non Lo respiro per  Molto,
sento il Bisogno del Suo fare Saccente, colto.
Le braccia sue Forti che mi sollevano al Viso
baciandomi e regalandomi uno Splendido Sorriso.

Or l’uscio è chiuso, aspetta Nocche note
le sole che Bussando, Spalancarlo Puote.
Cosi Delicate, ma in egual Modo Potenti
tali da scardinare del Cor tutti i Battenti.

venerdì 11 novembre 2011

La pazienza: una virtù importante per chiunque, una dote fondamentale per una maestra!


Nel nostro linguaggio quotidiano ci sono un gran numero di termini che, sottoposti ad un esame un po' attento, rivelano un particolare significato contestualizzato. Così avviene, ad esempio, per il "concetto" di "pazienza".
Per un verso essa si dimostra una preziosa, una virtù insostituibile …, etimologicamente invece è una grandissima malattia dell’uomo.
Madame de Staël, uuna dominatrice dei salotti intellettuali del periodo precedente alla Rivoluzione francese, scrisse che "il segreto dell'ordine sociale consiste nella pazienza del gran numero".
Risulta chiaro dal contesto il senso in cui viene usato il termine "pazienza".
Essa vale qui come sopportazione, sottomissione rassegnata ai voleri di una minoranza, alla fissità di una tradizione, alle norme di un ordinamento, anche se questo rappresenta un giogo per la maggioranza.
L'etimologia conferma questo significato. Pazienza infatti deriva dal latino "pati", sopportare, subire, essere oggetto di una attività altrui, non soggetto di una attività propria.
 Le moltitudini che sopportano, che fanno tristemente il callo ai mali sociali, sono un po' come l'asino che trotta sotto la soma e non si ribella. Questa abitudine alla sopportazione è una vischiosa forza conservatrice in cui infelicità, umiliazione, inerzia si mescolano insieme al deterioramento della dignità e della libertà umana
Che intesa così la pazienza non sia una virtù è chiaro e ovvio!
Ma non bisogna dimenticare che esiste un'altra specie di pazienza la quale non ha niente a che fare con la sottomissione e la passività, che è anzi una virtù importante e una dote fondamentale per le maestre!!!!
Giustamente è stato detto che "non vi è meta troppo alta per chi si prepara con pazienza" (Jean de La Bruyère, 1645-1696, moralista francese), e si dice anche che la pazienza è la virtù dei forti.
La pazienza intesa in questo secondo modo è uno stato di sospensione attivo e ragionato, limitato nel tempo e intenzionalmente rivolto all'azione. E' l'oculata e tenace predisposizione degli strumenti (e accumulazione delle forze) al fine di modificare a proprio vantaggio una situazione. E' quella capacità che permette di proporzionare il più possibile i mezzi di cui si dispone ai risultati che si vogliono conseguire.
La pazienza porta ad attendere ed insegna ad attendere. . Ma questa attesa non è la immobilità nullista di chi si abbandona al flusso degli eventi…, è il calcolato rinvio dell'azione decisiva fino a quando non si sia raggiunta la pienezza dell'ora, il momento propizio, quello che i Greci antichi chiamavano il "Kairòs" e che personificavano in una divinità alata con un ciuffo in fronte. Tra il presente e il futuro, tra la formulazione del progetto e la realizzazione di esso, vi è un largo margine per l'attesa paziente e ponderata.
La pazienza è indispensabile in tutte le imprese umane, anche e specialmente nelle più rivoluzionarie.
E fare la maestra implica  una rivoluzione e una reinvenzione quotidiana di se stesse. Anche nella propria pazienza!
Io devo fare davvero esercizio di pazienza, mi devo allenare a prendere un bel respiro, contare fino a 10 e solo dopo agire . . . ( non reagire!), perché i bambini con il loro modo di essere, le loro difficoltà, le loro pigrizie e la loro natura di infanti… ogni tanto, mi fanno davvero INALBERARE!