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martedì 29 novembre 2011

C'è chi dice, pensa e sogna . . .



Nuvole Bianche come candide lenzuola,
momenti magici si srotolan come stuola.
Non vi son divieti, né limiti alcuni,
Tanto meno atti o pensieri inopportuni.

C’è chi vede nei sogni quel che accadrà,
evidente segno di una futura realtà.
Altri dicon che son sciocche fantasie
che celano e mascherano oscure manie.

C’è chi si sveglia con occhi inondati
da lacrime amare, tanto bagnati.
Alcuni invece trovano la speranza,
in un bacio effimero in una stanza.

C’è chi si desta con un grande sorriso,
gli angoli alzati che illuminano il viso.
E nonostante i sogni siano da noi lontani
almeno li, si può esser dei veri sovrani…

C’è chi dice che son specchio di desideri,
quelli più profondi, nascosti e veri…
quelli che non si ha il coraggio di dire
per paura di esser derisi o di soffrire.

C’è chi dice, c’è chi pensa e chi sogna,
ma di essere amato ognuno s’abbisogna.
Che sia fatto reale o genuina fantasia,
il sogno è spinta ideale per la vita mia…



domenica 27 novembre 2011

Dipinto da Sinistra a Destra


Sfondo come Misterioso,
scuro, Nero, ombroso…
Calda Luce che Appare
Poco inizia a Svelare.

La Spalla lenta si Muove
Prova esperienze Nuove,
i Muscoli in Tensione
son Segno di Propensione.

Il Gomito è Sì steso:
Libero, da nulla Preso.
I Nervi son Rilassati
Morbidi, non Stressati.

Polso a Riposo, Sciolto,
ogni Peso gli è Tolto.
Palmo Volto Verso l’Alto,
Unghie Senza Smalto.

Dita sì Abbandonate;
Or dolcemente Donate;
Non Mano , ma Gesto
d’Amicizia Pretesto.

Aiuto e Sostegno:
Significato del Disegno.
Gratuità Geniale
In un Gesto Banale.

Mano Protesa in Avanti,
su Note di soavi Canti.
Sia Richiesta o Dono
Riceve un “Si” come Suono.

Chiarezza nell’Ignoto
Ecco ciò che io Noto.
La Semplicità in Tutto
è come Dolce Frutto.


venerdì 25 novembre 2011

Oh Principessa . . .




Se soltanto avessi uno specchio incantato
che non rifletta, ma che faccia vedere,
Vi mostrerei il cuore che Vi ho donato
senza alcun tipo di ostacoli o barriere.

Che rabbia sale a vedere quei ricchi Signori:
che si inchinano sorridenti al Vostro cospetto,
vi donan Gioielli, Preziosi e Gran tesori

ma in segreto Vi sognano nel loro letto.

Il loro non è amor Vero,è Sentimento Vile,
interessati si, ma per un motivo soltanto:
sfoggiarvi come trofeo o brillante monile.
Avervi accanto sarà un loro Gran vanto!!


Certo può darsi che tutto questo,
sembri soltanto a me cosa curiosa,
ma non so tacere e io Protesto!

Per me siete una Rosa favolosa …

Son un cavaliere dall’antico onore
e credo che vi sia gran differenza

tra chi sa coltivare e chi calpesta un fiore:
si rivela cosi del bruto la vera Essenza.


Principessa, Principessa di questo Reame.
Damigella dal candido e roseo viso.
Vi guardo e mi perdo nelle ardite brame
e in quel Vostro dolcissimo sorriso.

Non son altro che il Vostro umile scudiero
e non credo che avrò mai il coraggio
di dirvi quel che provo per Davvero
mentre vi accompagno in questo Viaggio.

Ma il mio cuore al tempo Vi Donai;
e anche se non ora, tornerò a sussurrare
che D’amarVi non ho smesso Mai …
e con Voi la notte tornerà a Bruciare …

Arderanno ancora le nostre flebil Parole,
gli sguardi e i tocchi si faranno ancor arditi,
Con Voi il cuor mio si quieta, più non si Duole,
i sensi miei son persi forse anche loro impazziti.
L’amor Vero è quello che Sa Aspettare,
Prende, Se ne va ma coraggioso Sa Tornare.
Il timore, la paura e l’incertezza son compagni
di lunghe notti insonni,  ma piene di sogni.

Ciò che è perso non è detto che non possa tornare
per quel Cuore che come il Mio sa Aspettare…
Mia principessa or che tutto V’ho confessato
vi mando il mio cuore, che spero non sia Ridato.






giovedì 24 novembre 2011

Dedicato . . .




(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)

Vulcano di desideri
(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)(¯`•.¸¸.•´¯)

Ho un desiderio di te che con la dolcezza centra ben poco:
graffia, morde, invade e brucia dentro come un fuoco.
Come un vulcano che celatamente s’Infiamma
 di tutti i colori Bollenti fa sua e prova la Gamma,
la lava si scalda, si gira, si rivolta … è indecisa …
ma arde assai e quando decide nessuno avvisa.
Sale il desiderio , cresce incandescente il calore
s’avvampa ed esplode la passione bruciante d’amore.

Ho un desiderio di te che ha il gusto di passato
perché ciò che è non è per niente cambiato;
si rinnova la terra coprendosi di nuova lava
facendo dell’anima nascosta, sua schiava …
Si espande, tutto copre lentamente e piano fonde,
forma un rosso mare ribollente di brillanti onde.

Ho un desiderio di te che mai si quieta,
si cela sotto la scorza a mostrar vita lieta
ma l’apparenza inganna, me per prima,
e non lascia che in ardire io mi esprima.
Ho un desiderio di te, che manca di coraggio …
ma è ancora lungo questo nostro intenso viaggio!




martedì 22 novembre 2011

*°*°* Come il sole all’improvviso *°*°*

*°*°* Come il sole all’improvviso …*°*°*

Una semplicità fatta di un niente
che tutto pervade e il cor rende fervente:
un battito nuovo, sembrerebbe animale,
ma non è certo “bestia”, solamente passionale.

Come il sole di quel tramonto sul mare
tu m’accendi e mi scaldi, mi fai bruciare,
m’incendi la vita, di attimi m’asseti
son gocce di cielo luccicanti e mai ti ripeti.

Sai avvolgermi e farmi abbracciare il mondo:
mi guidi e mi accompagni col tuo sguardo profondo.

Hai braccia tali che mi sanno abbracciare,
cosi lunghe da stringermi ma lasciarmi anche andare;
Hai occhi profondi che mi sanno osservare,
sai capirmi e stupirmi, non ti limiti a guardare…
Hai voce grossa e sguardo da bambino
con una dolcezza infinita alla quale io m’inchino.
Hai la forza palpitante della pura passione
che trasforma ogni spezzato respiro in emozione…

…e quando m’accendo come il sole sul Mare
ecco che un gabbiamo sull’acqua inizia a planare,
leggero si posa, planando, sull’attesa vibrante
e l’improvviso suo affondo ruba l’aria all’istante.

Cala la notte e nascono mille stelle;
noi qui ad osservare le più belle…
in un batter di ciglia ci troviamo proiettati
in uno dei più bei sogni, fortunatamente, realizzati:

Io & Te … Assieme …


venerdì 18 novembre 2011

“La nostra scuola è laica, ma non stupidamente laica!"



Ieri durante l’interclasse il mio dirigente ha fatto una riflessione che condivido in toto.
E’ emersa la questione “festa di Natale” e dopo varie e controverse affermazioni, dopo aver ascoltato tutti, ha fatto il punto della situazione.


“La nostra scuola è laica. Bene, ma non stupidamente laica!
Molto spesso si travisa il significato effettivo di questo termine: laico significa semplicemente aperto a tutto. Centra praticamente nulla con l’essere o no credenti.”

Queste sue parole mi hanno fatto riflettere molto e cosi ho deciso di approfondire l’argomento.
Il termine laico nasce nel linguaggio della Chiesa dei primi secoli. Viene dal greco laikós, che significa ‘membro del láos’, cioè del popolo di Dio: indica – tutt’ora - il battezzato che non è stato ordinato e non ha preso i voti. Laici, quindi, distinti da “chierici” e “religiosi” (o “consacrati”). Il laico è colui che è  chiamato  ad occuparsi delle realtà umane naturali come lavoro, economia, politica, scienze fisiche e naturali, arti, ecc.
Il termine “laico”, riferito alle persone, non è dunque sinonimo di non credente, ateo, agnostico o simili!!
Io per prima non avevo mai pensato a tutto questo, pur conoscendo questa distinzione!  Pensate un po’ voi…
E allora qui c’è da chiedersi che cos’è la laicità, riferita al suo significato originale . . .  Ho cercato di comprendere anche questo e sono giunta alla conclusione che essa sia  lo sforzo della ragione di scoprire le leggi e i valori proprî delle realtà naturali, per garantirne lo sviluppo pieno. . .  cose che appunto deve fare un laico e non un uomo di chiesa che invece si occupa principalmente dello spirito!

http://www.europaoggi.it/content/view/1015/45/
Fatta questa interessante riflessione, il dirigente ha anche aggiunto che il Natale è la festa dei bambini e che una festa di Natale nella quale non si parla del Natale, dovrebbe essere chiamata in un altro modo!
 - Giusto! -
Ha anche sottolineato però , che proprio perché la scuola è laica e quindi aperta a tutto, deve essere aperta per prima cosa alle tradizioni del nostro paese! Il Natale è una tradizione! E in questo non v’è nulla di religioso! A scuola non si prega, ma si insegnano le culture e le tradizioni, cosi come la matematica, l’italiano, la storia, la geografia, e quant’altro ….
Il Natale è la festa di tutti i bambini e bisogna raccontare la storia di Gesù bambino, bisogna insegnare i canti di Natale, bisogna spiegare le origini dell’abete (e del valore della vita) , etc . . . bisogna rispettare le tradizioni proprio in nome della laicità tanto declamata, tanto moderna e aperta a tutto!
Se la scuola è laica,  accetta e valorizza ogni cultura, allora anche la nostra deve essere rispettata, valorizzata e vissuta! :)  ( e quando si dice “anche” significa che le altre culture sono ben accette e da conoscere!!)
Il rispetto più vero di offre agli altri quando per primi si porta rispetto a se stessi . . . Impariamo a rispettare le nostre tradizioni e la nostra storia e sarà molto più facile essere aperti, accoglienti e interessati verso gli altri! :)


Quindi, vi lascio con le sue parole, che proprio mi sono piaciute:
“La scuola è laica, ma non stupidamente laica, ma intelligentemente  laica!”


giovedì 17 novembre 2011

Specchi di Libertà


>>°<<Specchi di Libertà>>°<<


Con gli Occhi di una piccola Bambina,
per questo Mondo vorrei Girovagare…
con l’ innocenza candida di una bambolina
e lo sguardo di chi non sa ingannare.


Specchi dove la Fantasia e la Realtà
osservano la Vita senza Difficoltà.
In quegli occhi dove Vedi tante Stelle
e dimoran i Sogni e le idee Più belle
.


Pozze di Limpida tristezza E dolore,
Incantate con Riflessi pieni d'Amore.
Finestre di Stupore aperte, spalancate,
sulle cose più Semplicemente Scontate.

Voglia di avventura e Curiosità sfrenata
Rendono interessante ogni giornata…
tutti gli incontri sono Scoperte meravigliose
che portano ad esperienze fantasiose.

I colori della vita sono tutti mescolati
negli occhi dei Bambini immacolati.
Solo loro li Sanno ancora usare Veramente
collegando il Cuore con la Mente.

Sanno trasformare anche una Banalità
in una splendida e sorprendente realtà.
Scrutano nel profondo delle pieghe del tempo
per allargare la vista ad ogni parte del campo.

Voglio ritornare ad apprezzare la Vita
con questa voglia Esplosiva e infinita,
Gustarmi piano ogni eventuale imprevisto
perché “Io ci sono, Esisto!”

Complicare tutto con uno sguardo severo
rende il mondo brutto e meno sincero.
Oggi c’è il sole…usciamo un po’a giocare
Chi sa cosa la vita ci vuole riservare!

È un’avventura particolare ogni giornata
proprio se fino in fondo me la sono giocata!
Nulla da evitare o saggiamente rimandare

perché Quello che voglio fare è Sognare !



mercoledì 16 novembre 2011

Il Signor Bonaventura . . .


‎"Pel signor Bonaventura l'Euro è la scelta più sicura" . . .  e per te?

domenica 13 novembre 2011

Il cuore come un castello arroccato

 

Castello Arroccato


Arroccato come un Castello è il Cuore
e solo un Battito lo riapre all’Amore:
Un Tonfo, l’unico, ben Conosciuto
perché da Subito l’ho sentito, avuto.

Non vedo e non Sento i tanti Prestanti
che dietro la mia Porta gridan Festanti,
Rosse Rose e Parole dolci, ‘fin Smielate:
ecco le cose che Mi son state Dedicate.

Ma come una Vetta che attende il Sole
non me ne Faccio niente di belle Parole.
Anelo anche Solo ad un Suo Flebil Raggio
che mi scaldi Ancora, come fiore di Maggio.

Quando Sentimento Prevale su Ragione…
non v’è più spazio per Nessuna Questione.
Non serviranno Parole, Distanze o Novità…
Io non Desisto! Sarebbe solo un gran Viltà.

L’unico Pensier mio Rimane Lui: Immutato.
Niente mi scosta, in me Nulla è Cambiato.
Ho cercato l’Oblio guardandomi ben Attorno
ma Lui Ormai è il mio Viaggio senza Ritorno.

Occhi Accesi sol Specchiati nei Suoi Verdi,
distese Immense dove Volentieri ti Perdi…
Voce la Sua che il Cor fa Scalpitare Matto,
Lui è Colui che Aspetterò : Ormai è un Fatto.

Non vedo altra Via d’uscita Per La mia Vita
dalla sua Tenerezza son stata felicemente Rapita.
E’ una Prigione dalla quale non voglio Scappare
anche se Lui mi Vorrebbe, dalle catene, Liberare.

Mi manca l’aria se non Lo respiro per  Molto,
sento il Bisogno del Suo fare Saccente, colto.
Le braccia sue Forti che mi sollevano al Viso
baciandomi e regalandomi uno Splendido Sorriso.

Or l’uscio è chiuso, aspetta Nocche note
le sole che Bussando, Spalancarlo Puote.
Cosi Delicate, ma in egual Modo Potenti
tali da scardinare del Cor tutti i Battenti.

venerdì 11 novembre 2011

La pazienza: una virtù importante per chiunque, una dote fondamentale per una maestra!


Nel nostro linguaggio quotidiano ci sono un gran numero di termini che, sottoposti ad un esame un po' attento, rivelano un particolare significato contestualizzato. Così avviene, ad esempio, per il "concetto" di "pazienza".
Per un verso essa si dimostra una preziosa, una virtù insostituibile …, etimologicamente invece è una grandissima malattia dell’uomo.
Madame de Staël, uuna dominatrice dei salotti intellettuali del periodo precedente alla Rivoluzione francese, scrisse che "il segreto dell'ordine sociale consiste nella pazienza del gran numero".
Risulta chiaro dal contesto il senso in cui viene usato il termine "pazienza".
Essa vale qui come sopportazione, sottomissione rassegnata ai voleri di una minoranza, alla fissità di una tradizione, alle norme di un ordinamento, anche se questo rappresenta un giogo per la maggioranza.
L'etimologia conferma questo significato. Pazienza infatti deriva dal latino "pati", sopportare, subire, essere oggetto di una attività altrui, non soggetto di una attività propria.
 Le moltitudini che sopportano, che fanno tristemente il callo ai mali sociali, sono un po' come l'asino che trotta sotto la soma e non si ribella. Questa abitudine alla sopportazione è una vischiosa forza conservatrice in cui infelicità, umiliazione, inerzia si mescolano insieme al deterioramento della dignità e della libertà umana
Che intesa così la pazienza non sia una virtù è chiaro e ovvio!
Ma non bisogna dimenticare che esiste un'altra specie di pazienza la quale non ha niente a che fare con la sottomissione e la passività, che è anzi una virtù importante e una dote fondamentale per le maestre!!!!
Giustamente è stato detto che "non vi è meta troppo alta per chi si prepara con pazienza" (Jean de La Bruyère, 1645-1696, moralista francese), e si dice anche che la pazienza è la virtù dei forti.
La pazienza intesa in questo secondo modo è uno stato di sospensione attivo e ragionato, limitato nel tempo e intenzionalmente rivolto all'azione. E' l'oculata e tenace predisposizione degli strumenti (e accumulazione delle forze) al fine di modificare a proprio vantaggio una situazione. E' quella capacità che permette di proporzionare il più possibile i mezzi di cui si dispone ai risultati che si vogliono conseguire.
La pazienza porta ad attendere ed insegna ad attendere. . Ma questa attesa non è la immobilità nullista di chi si abbandona al flusso degli eventi…, è il calcolato rinvio dell'azione decisiva fino a quando non si sia raggiunta la pienezza dell'ora, il momento propizio, quello che i Greci antichi chiamavano il "Kairòs" e che personificavano in una divinità alata con un ciuffo in fronte. Tra il presente e il futuro, tra la formulazione del progetto e la realizzazione di esso, vi è un largo margine per l'attesa paziente e ponderata.
La pazienza è indispensabile in tutte le imprese umane, anche e specialmente nelle più rivoluzionarie.
E fare la maestra implica  una rivoluzione e una reinvenzione quotidiana di se stesse. Anche nella propria pazienza!
Io devo fare davvero esercizio di pazienza, mi devo allenare a prendere un bel respiro, contare fino a 10 e solo dopo agire . . . ( non reagire!), perché i bambini con il loro modo di essere, le loro difficoltà, le loro pigrizie e la loro natura di infanti… ogni tanto, mi fanno davvero INALBERARE!