Cerca nel blog

RSS

Welcome to my Blog
Hope you enjoy reading.

martedì 7 agosto 2012

Sognando un po': grazie Dreamalot


Dreamalot: un gioco.
Si, è definito cosi. Un GDR: gioco di ruolo.
Un tempo surreale, un luogo meraviglioso e incantato, con regole precise che però ti permettono di essere ciò che vuoi, di svelare ciò che sei realmente o di essere quello che vorresti. Ce n’è per tutte le tasche e per tutti i sogni: si sceglie un nome, la razza e poi via .. ci si costituisce una vita, si sceglie un lavoro, ci si fanno degli amici , si intrecciano rapporti che magari dureranno il tempo di una giocata oppure resteranno nel tempo etc…
Un semplice gioco. Vero.
Ma dopo otto anni che “vivo”  questa land, a tempi alterni e altalenanti (in base anche agli eventi della vita vera) posso affermare con certezza che dreamalot non è solo un gioco.
Io vorrei che fosse lo specchio della vita vera e non sarebbe poi cosi impossibile visto che è fatto da persone vere.
Vi racconto solo uno degli episodi che mi portano a dire questo:
Qualche giorno fa sono caduta nello sconforto più totale.
Ho perso il mio nonno sei mesi fa. Era da almeno tre anni che purtroppo non stava bene… gli sono sempre stata accanto ma a febbraio, con molta paura (devo ammetterlo) ho deciso di andare via un paio di giorni, approfittando di un dolcissimo regalo di compleanno …  Avevo paura che capitasse qualcosa mentre ero via. Aveva paura, ma non so bene perché ho seguito il consiglio di chi mi diceva di andare che tanto non sarebbe successo nulla in quei due giorni.. sono partita il sabato e la domenica lui è mancato…
Non sono mai riuscita a perdonarmi il fatto di non esserci stata proprio in quel momento. Lui c’è sempre stato per me, e io non c’ero per lui…Non mi perdono di non ricordare nemmeno le ultime parole che gli ho detto, l’ultimo sguardo, l’ultimo saluto…  Questo per dire quanto valore diamo a gesti semplici che invece sono amore puro, quotidiano…

Non è questo il punto.
Comunque qualche giorno fa presa dallo sconforto (domani sarebbe stato il suo compleanno) ho scritto poche righe sul mio blog (http://labardamaestra.blogspot.it/2012/08/blog-post.html) che poi  ho ricopiato su dream, aggiungendo anche qualcosa e specificando che il mio era solo uno sfogo, perché quando sto male ho bisogno di scrivere, per ascoltare i miei pensieri quasi …
E da qui è emersa l’anima vera di chi “vive” Dream.  Ho ricevuto molto risposte non previste (Il mio era uno sfogo, non un dialogo!). Leggendole piangevo a dirotto e ancora adesso non torno in quel 3d perché piango a rileggere quelle cose. Ma oltre alle risposte pubbliche ho ricevuto anche molti piccioni (le mail su dream) personali, di persone che non conosco.. nemmeno in gioco … ma che hanno cercato di rincuorarmi, di tirarmi su il morale, di farmi sentire la loro vicinanza o di raccontarmi la loro esperienza … piango a rileggere ciò che mi è stato scritto … ma tutto questo mi ha fatto pensare.
Queste persone non mi conoscono, e  quella piccola  parte di coloro che mi conoscono hanno  solo ruolato con Ntina (il mio pg) senza aver mai parlato con me… Eppure si sono presi la briga di aiutarmi, di condividere con me pezzetti di loro, di farmi coraggio.. di dirmi, “forza”, “un abbraccio forte”,”lui vorrebbe vederti sorridere”…

Non credete che forse il mondo sarebbe un luogo migliore se tutti ci comportassimo nella realtà esattamente come queste persone si sono comportate con me, in un GDR?
Degli sconosciuti e degli amici virtuali si sono preoccupati per una personcina  che vive in una parte del mondo lontana da casa loro, che rompe le scatole, che si sfoga scrivendo su un blog cazzuto, si sono presi dieci minuti per scrivere a una persona di cui non sanno niente… e che magari non è la migliore del mondo o che non merita di essere consolata. Che ne sanno? Eppure l’hanno fatto!
Questa è umanità!
Gli amici e i parenti che abbiamo accanto è ovvio che lo facciano (che poi non è così scontato e sicuro che accada.. ma vabbè) ma che degli sconosciuti, gente che potrebbe fregarsene, perché già al mondo di problemi ce ne sono tanti e magari aprendo questa Land uno ha voglia di ruolare in pace e serenità… lo facciano, mi apre il cuore… Il mondo è ancora bello… si… ci dovrebbero essere più persone come voi su questa terra e mi auguro che cosi come siete stati gentili e premurosi con me.. lo siate anche nella vita vera.. J

E questo è solo uno dei tanti episodi che potrei citare per cercare di spiegare quanto Dreamalot non è un semplice gioco… è molto di più.
Non è solo partecipare a giochi sulla sabbia, imparare a scrivere poesie, incontrare creature strane o battibeccarsi per chi si accaparrerà l’ultima fetta di torta.. no. Vi dico, è molto di più…
Ho visto gente smuoversi e aiutare e cercare aiuti per i terremotati, per le catastrofi, per cercare casa a dei gattini, per ritrovare persone scomparse. Ho visto persone fare informazione, accendersi per difendere le proprie idee o per diffondere la propria arte. Vedo individui farsi gli auguri di compleanno (ricordandosene anche senza fb!!!), ridere, scherzare, prendersi in giro ma anche ricordare coloro che un tempo giocavano e purtroppo ora non ci sono più… Vedo folle mettere il cuore davanti ad uno schermo… e vorrei vedere tutto il mondo farlo, ma non davanti ad un pc.. ma davanti al mondo.
Perché voi esistete davvero e se siete cosi anche nella realtà… beh.. Che bella la vita! .. Vedo umanità e bellezza in voi..

Grazie DLot. Grazie di essere lo specchio di un bel mondo possibile. Grazie! 

Colori a Colazione



C
olori  a  colazione

Prendete il Bianco e la Dolcezza:
Farina e Zucchero, che certezza!
Ora aggiungete anche la Ricotta
e due Uova dalla corazza rotta.
Con il giallo s’è tutto amalgamato,
e un po’ più chiaro ora è diventato;
Col cucchiaio mescolate con vigore:
date all’arte tutto l’Vostro Amore!

L’argentea Lama spezzetta il marrone
che di dolcezza è un gran campione …
e la polvere afrodisiaca di cioccolato
una tinta avvolgente ci ha regalato!
Un pizzico di Sale per dar Sapore
e attivare del lievito tutto l’ardore!
Lavora, lavora e alla fine arriva il bello:
ecco che si aggiunge pure il limoncello!

Dal burro la teglia è già tutta spalmata
e non attende altro che d’esser colmata.
Mezzoretta in forno al massimo calore
ed ecco a voi un dolce zuppo di colore!
E per render l’aspetto invitante e  vivace
mettete sopra la frutta che più vi piace:
Rosso ciliegia, giallo limone,rosa pesca,
verde kiwi o panna montata fresca!

 
 

giovedì 2 agosto 2012

.


Io sono partita per un viaggio... e tu te ne sei andato...
Come potrò mai perdonarmelo?
Non ce la faccio.
Non posso...

lunedì 23 luglio 2012

Quegl’occhi…





Mi hanno nuovamente incantata.Nel caos di quel locale me li sentivo addosso.La musica non era delle migliori, ma la compagnia era buona.I soliti amici, quelli veri, che puoi chiamarli anche alle tre di notte e sai che non ti pianteranno giù il telefono insultandoti e mandandoti in qualche strano paese che di esotico ha ben poco..Si rideva, si scherzava, si beveva. Tutto nella norma insomma. C’è chi straparla, chi fa le solite figure da pagliaccio poco riuscite e chi si diverte con poco, facendo strane forme con i tovagliolini di carta o giocando con i tappi della birra.Dal nulla saltano fuori personaggi strani che alzano la mano destra e salutano, riportando alla mente ricordi ormai sepolti e sotterrati o magari suscitando domande strane quanto lecite del tipo : “ma chi era??”.Anche tu sorridevi. Come sempre d’altronde … Come non divertirsi con te? Sei l’anima della serata, colui che anche senza battute fa ridere mezzo locale: essere mattatore è una predisposizione naturale. Non lo si diventa. Lo si è!Sempre mi guardi. In ogni momento ti ho accanto anche a distanza di km. Mi piace vederti sorridere. E solo tu sai farmi ridere con un gusto cosi particolare: Tra lacrime agli occhi ilari e la dolcezza di un solletico giocoso.Quegl’occhi …Li ho sorpresi … Mi guardavano.Ma non sorridevi. Il volto era dolce e serio allo stesso tempo.Come quando un uomo, sprofondato nella sua sedia di velluto rosso davanti al caminetto scoppiettante, legge un libro piacevole e ha quelle espressioni tra l’ombroso e il luminoso che suggeriscono calore e serenità.Quegl’occhi …Mi guardavano in un modo strano. Poche volte l’han fatto. Di solito sorridi.Sembrava tu volessi aprirmi l’anima, leggermi dentro e allo stesso tempo scrivere un messaggio sulle mie pagine.Ma non sono riuscita a decifrare la tua calligrafia misteriosa. Sei stato criptico.Quegl’occhi …Mi scavavano dentro come un cucchiaino nella nutella.Sei affondato, sprofondato in me e hai raccolto il meglio dello scompiglio che stavi provocando.Nell’incontro degli sguardi m’hai rubato il respiro e infiammato le gote. Ma non te l’ho mostrato.La musica si è fermata. Nessuna melodia ha caratterizzato quell’istante. Eravamo soli. Cancellati tutti gli altri. Avvolti in un attimo di sospiro leggero ed empatico. Un calore. Uno Sguardo. Il temporale dentro me scatenato e il mare ormai in tempesta. La nave del cuore in balia delle onde..Non è durato tanto tutto questo. Ma nemmeno poco.Quegl’occhi …… hanno avuto il tempo di strapparmi il respiro, strapazzarlo, scuoterlo e gettarlo poi di nuovo nei polmoni … lasciandomi in apnea per quegl’istanti.… sono riusciti a entrarmi dentro e a guardarmi nell’anima come nessuno era mai riuscito a fare.… hanno sussurrato parole che non ho compreso, ma il cuore ha sentito le vibrazioni di quella conversazione e le ha registrate..continuando ora a riascoltale per svelare il mistero.Poi tutto ha ripreso il suo corso. Niente s’era fermato in realtà. Solo il mio cuore.Ho distolto lo sguardo: finito sulle scarpette rosse da alice nel paese delle meraviglie di quella sera. Mi giro e, senza mostrare segni della tormenta che si sta ancora agitando contro le pareti del mio petto, riprendo a bere rhum e pera a goccia. Vinto!Quegl’occhi …sono fotografati dentro di me. E ogni volta che chiudo i miei, li rivedo … e la tormenta si risveglia …”






venerdì 6 luglio 2012

Venere

* Senza Fiato*

Ieri ti guardavo Piccola stellina,
nel buio, eri netta e cristallina,
del cielo sei Pulsante Armonia:
ritmata, attiri l’attenzione mia.

Sei semplice nota sul pentagramma
ma Risuoni Silenziosa come fiamma.
Non la luna, Tu sei la regina del blu,
Indichi la via: la corona ce l’hai tu!


Immergo i miei occhi nella tua lucentezza
nuotando nella tua intermittente certezza.

In un ballo ordinato tu crei costellazione
restando in disparte in ultima posizione.
Tieni per te l’posto ambito, quello d’onore,
tesa verso il Sole a cui hai lasciato il cuore.

Oh mia Guida, oh mia Stella stellina
come Me tu indossi una Mascherina
Ai nostri occhi celi la tua  grandezza
puntino lontano d’immensa piccolezza.


Ti confondi tra le stelle del firmamento
ma sei un pianeta in pieno movimento!
Ti accendi per prima nel caldo mattino,
e giochi col gomitolo Luna… un gattino.


Roteante astro che non conosce tramonto
rapisci l’anima di una Bardina di poco conto.
Mi piace perdermi in te, nella notta nera
sognando di parlarti con favella sincera.


Del cielo sei servizievole come un’ancella
ma non buttarti giù, sei tu la più bella …
Duplice il tuo volto, unicamente mostrato,
semplice Venere, tu  il  fiato m’hai rubato.

lunedì 2 luglio 2012

Un filo aperto sull’oggi che è già domani

Stamattina primo colloquio con la nuova dirigente. L'anno prossimo si cambia scuola!
Come ogni novità mi spaventa ... sono una persona molto aperta al cambiamento, ma allo stesso tempo mi mette ansia. Ogni anni dover ricominciare tutto da capo: un mondo nuovo, un quartiere nuovo, colleghe nuove, bambini nuovi...
Io sono quel tipo di persona che in una quotidianità conosciuta, positiva e sicura si apre alle novità e alle sperimentazioni, creando sempre qualcosa di strano, nuovo, particolare.. mi lancio volentieri in nuove avventure, ma sempre circondata da persone che conosco e che mi danno sicurezza.
Ogni volta che ricomincio queste persone non le ho, non ho questa quotidianità che mi rasserena e apre il mio carattere... Devo ricostruire tutto ogni volta.. E ora come ora non la vedo come una possibilità positiva (anche se so che può esserlo!).
Sono quel tipo di persona che pensa che lasciando la via vecchia per la nuova, so cosa lascio ma non cosa trovo! E lasciando una realtà a dir poco fantastica, che ho amato profondamente.. non mi muovo certo con la prospettiva di poter trovare di meglio :(   [ma non è detto ovviamente...]
Comunque, primo colloquio con la dirigente e la referente del gruppo H: soprattutto la seconda sembra molto aperta e simpatica ! Però quello che mi ha raccontato non mi ha fatta tirare un sospiro di sollievo.. Mi ha aggiornata sui bambini più gravi presenti in questo istituto comprensivo e ora penso che per tutta l'estate mi sognerò bambini che tirano protesi di bulbi oculari in giro... :(
Vabbè. Il Nostro lavoro richiede un gran fegato... e io cercherò di formarmelo. Per ora ammetto di non averlo... o se ce l'ho è racchiuso in uno strato di fifoneria e ansia molto spesso...

Comunque, torno a casa e leggo una lettera su "La vita scolastica" che mi ha fatta quasi commuovere, facendomi pensare ai lati positivi del nostro lavoro: quello che richiede fegato, coraggio e che a una piccola insegnante di sostegno come me può fare anche paura... ma che alla fine, da tante di quelle soddisfazioni da farti dimenticare tutto questo a fine anno...
Durante l'anno ci mettiamo cuore e passione, ci impegniamo, ci arrabbiamo insomma... viviamo assieme a questi bambini.. ma alla fine dell'anno quando dobbiamo lasciarli il cuore ci piange. Per quanto siano riusciuti a farci disperare e sudare.. a giugno... dispiace un sacco doverli lasciare.. ma ha ragione colei che scrive:"È destino di una maestra non chiudere mai il suo compito. Ogni giorno rinvia a quello successivo e ognuno s’infila come le perline colorate delle bambine in un filo che non diventa mai collana. Un filo tenace di tempo e di cura, di conoscenza. Un filo aperto sull’oggi che è già domani, che si allunga, s’intreccia, a volte si aggroviglia, fa i nodi, si rompe e si riannoda, si districa, si disfa e di nuovo si tesse in una lunga tela di stagioni e anni. Un tessuto pieno di buchi e di toppe e di ricami preziosi che ci veste e ci contiene e ci racconta nel romanzo semplice di questi cinque anni insieme. Una coperta come quella di Linus che ci porteremo sempre con noi ovunque andremo, chiunque saremo."

Leggere questo articolo mi ha fatto sorridere, nonostante le notizie apprese oggi... quindi in conclusione a questo anno meraviglioso e in vista dell'estate, voglio regalare anche a voi la possibilità di leggere e sorridere. Buone vacanze maestre!


Cari bambini o ragazzi? Non so come chiamarvi. Voi che non siete più i primi e non ancora i secondi, voi che siete un passaggio, un paesaggio che cambia. Ancora una volta non ce l’ho fatta a finire in tempo. È destino di una maestra non chiudere mai il suo compito. Ogni giorno rinvia a quello successivo e ognuno s’infila come le perline colorate delle bambine in un filo che non diventa mai collana. Un filo tenace di tempo e di cura, di conoscenza. Un filo aperto sull’oggi che è già domani, che si allunga, s’intreccia, a volte si aggroviglia, fa i nodi, si rompe e si riannoda, si districa, si disfa e di nuovo si tesse in una lunga tela di stagioni e anni. Un tessuto pieno di buchi e di toppe e di ricami preziosi che ci veste e ci contiene e ci racconta nel romanzo semplice di questi cinque anni insieme. Una coperta come quella di Linus che ci porteremo sempre con noi ovunque andremo, chiunque saremo.
A stare con i bambini, si dice che si diventa come loro. Ed è vero. Ed è un privilegio avere un cuore che assomigli a quello di un bimbo. Ed io volevo rubare un pezzetto d’infinito, come sognano di fare i bambini quando guardano le stelle, per consegnarlo ad ognuno di voi. Volevo regalarvi la luna, per andare a lezioni di cielo senza scordare la terra. Il tempo è scaduto e la lezione di oggi mi dice che quel filo, come quello di un aquilone, ora lo devo lasciar andare, perché lo chiama un altro vento che lo spingerà più lontano. Per quanto ce l’abbia messa tutta, non sono riuscita a fare tutto quello che avrei voluto, tutto quello che era necessario ad ognuno di voi, a dare quel “tutto” che si spostava sempre in avanti come l’orizzonte che non si raggiunge mai.
Avrei voluto fare di più e meglio. Rispondere a tutti i vostri bisogni. So bene che un bisogno è un sogno che raddoppia, che fa il bis e che richiede attenzione. Non avrei dovuto lasciarmi prendere dall’ansia del programma, dalla grammatica, dalle odiatissime prove invalsi , dalle interrogazioni, dalle verifiche, per sostenere e verificare la nostra umanità, la mia insieme alla vostra, per sentirci sempre a casa, amati, capiti, felici. Non sempre ce l’ho fatta. Ma ci ho provato ogni giorno a trovare l’equilibrio tra l’io e il noi, il noi e il mondo. Un’opera incompiuta la mia, incompleta, aperta al domani. Così deve essere. La maestra che sono si ferma qui. Metto il punto.
Punto e non basta perché certe storie continuano anche quando finiscono.E la nostra è una storia a prova di gioia, di pazienza, di litigio, di perdono e di amore. Belli e irripetibili siete per me, diversi e unici nel modo d’essere, ma uguali nel sentimento che provo per ciascuno di voi. Dove io finisco in un altro modo inizia il vostro futuro. Siamo giunti nel giorno dell’addio, ma possiamo cambiarlo in un “arrivederci”, per mescolare insieme il “mi ricordo” con il viaggio che continua. Un grande studioso diceva che l’adolescente (quello che voi diventerete) non sa chi è e che posto deve occupare nel mondo. Con l’autobiografia avete cominciato a conoscervi meglio, per il posto che occuperete nel mondo avete tempo per pensarci. Incominciate però a scegliere in ogni momento della vostra vita da che parte stare. Quella dell’onestà è quella che ho provato a insegnarvi.
Con amore
maestra Rosaria 

sabato 16 giugno 2012

Son Tornata ad esser Barda: Barda Viola !!


La maschera copre l’esterno: il volto.
Ma rivela cosa c’è dentro: il cuore.
Palpita nascosto, attendendo l’ora
che giunga ‘l momento d’uscir fora.

Dietro il purpureo della mascherina,
or si cela anche la piccola Ntina.
La rotta cielo e panna ho lasciato,
ma l’amor per l’arte non è cambiato.

Più alta è cosi la  responsabilità,
ma per questo, giammai si  fermerà!
Sorriso e biscotti son presentazione,
ma ciò che ci vuole è pura dedizione.

Con felicità ed immenso orgoglio
io vi lascio, qui, questo piccolo foglio;
con il quale annuncio ufficialmente
Che sono di Nuovo Barda, Finalmente!

ARTE e CUORE,
BELLEZZA e AMORE

Un tizio in giro se ne andava
narrando una storia che amava;
incantava tutti con le sue parole
che iniziavano:”In un dì di sole…

… un tale “Cuore”, di giovine età
Ricercava la sua dolce metà.
Frettolosa era la comminata
certo  che l’avrebbe incontrata.

Visitò regge e bei castelli
ma chi cercava non era tra quelli,
prese parte a sontuose feste
dalle quali scappò a gambe leste!

Sfinito da tutto questo girare
Andò in un prato a riposare;
chiuse i suoi occhi tranquillamente
e udì cantare sì dolcemente.

Una dama semplicemente vestita
Intrecciava fiori con le dita,
era bella, allegra e solare
e “Arte” si faceva chiamare.

Dall’incontro tra l’Arte e il Cuore
nacquero la bellezza e l’amore
e grazie a questa bella famiglia
il Bardo si esprime a meraviglia!

lunedì 11 giugno 2012

Dalla pelle al cuore




_________________________________________


- Dalla Pelle al Cuore -

Niente di temporaneo, non voglio vada via:
quel che scelgo sarà compagno dalla vita mia.
Non cerco niente che sia passeggero,
io voglio il “per sempre”, sol quello vero.
Sogno ciò che entra deciso in profondità
e lentamente si impone in tutta onestà.
Niente di sfumato, bensì un gesto netto
che sia di me riflesso e disegno perfetto …
che prenda possesso della mia pelle nuda
e  avido si sazi fin che l’animo non si schiuda.
Desio mi prende che la purezza sia sporcata
da assai abili mani, sapientemente esaltata;
Che sia invaso quel luogo pressoché inesplorato
da tanti bramato,
da pochi sfiorato,
mai conquistato …
Dal dolore all’amore: codesto è il passaggio,
anche l’attesa è dolce se questo è il miraggio.
Unendo piccoli passi si completa il disegno
per scoprir infine se d’amore ne è degno!
La scelta fatta! Si spera sia quella definitiva
per la quale la passione rimanga sempre attiva,
perché rimuovere il ricordo di un amore
crea lacerazioni, lacrime e molto dolore
e non lascia più il segno di cose felici
ma soltanto grandi e profonde cicatrici…

__________________________________

venerdì 8 giugno 2012

Torta alle ciliegie ... in rima






Da un cestino si inizian a tirar fuori
farina, latte, zucchero e altri colori:
il rosso delle ciliegie, il giallo del burro,
il chiaro dell’albume e il deciso del tuorlo.

Si abbracciano tra loro zucchero e burro
e nel morbido gesto, un dolce sussurro…
“Come sei morbido” dice il primo smielato,
“E tu sei cosi dolce che m’hai conquistato!!”

Or l’uovo si rompe, per tali sdolcinatezze
e si getta su loro con le sue doppie fattezze;
Mescola così il suo duplice essere interiore
lasciandosi travolgere e coinvolgere d’amore.

Dietro a lui altre sfere si gettano a capofitto:
ognun vuole esser  amalgamato, non fritto!
La farina, detta la Signora Palpabile Bianca,
di esser massaggiata è avida e mai si stanca!

Ovviamente all’impasto vuol partecipare,
si mescola, si unisce e si lascia amalgamare.
Il burro or si stende sulla teglia accogliente
per rendere il giaciglio  meno aderente!

Infatti li dentro l’impasto dovrà riposare
e dentro al forno al caldo lo potrà fare!
Ma prima il coltello compie un delitto
combatte fieramente e colpisce nel petto.

Taglia in due rosse dame e cavalieri
che  son sempre a coppie, molto fieri,
Vermiglia  è la loro testa, non insanguinata,
or non han più la spada impugnata…


Le ciliegie or cosi divise si sono arrese
e nella teglia, sull’impasto vengon stese,
Amore e battaglia  si trasforman in torta
con questa ricetta buona ma corta.


lunedì 4 giugno 2012

La continuità ... attuarla non dovrebbe essere una novità!



"le attività integrative di valenza socio educativa
(e tra queste il supporto individualizzato a favore del soggetto assistito prestato dall'educatore) devono essere prestate con modalità idonee a realizzare
 lo sviluppo della personalità dell'alunno e a garantire la presenza stabile
di un educatore che segua costantemente l'alunno disabile nel
processo di integrazione."
- Sentenza n° 4074/2008-

La continuità educativa è un aspetto importante della qualità dell'integrazione scolastica, anche se non è ancora riferita al diritto dell'allievo ma a quello del lavoratore!!
Ma vi sembra logico?? Dovrebbe essere prima di tutto il bambino ad avere diritto alla continuità educativa, per avere una figura di riferimento, che impari a conoscerlo e riesca a impostare un piano educativo adatto ai suoi bisogni educativi speciali!!!

Sul piano del diritto, i principali riferimenti li troviamo nel collegato alla legge finanziaria n. 662 del 23 dicembre 1996, art.1, comma 72, che sancisce: "È garantita la continuità del sostegno per gli alunni portatori di handicap". Tale norma viene ribadita dalla legge n. 449 del 27 dicembre 1997, art. 40: "I criteri di ripartizione degli insegnanti di sostegno tra i diversi gradi di scuola e, eventualmente, tra le aree disciplinari dell'istruzione secondaria, nonché di assegnazione ai singoli istituti scolastici, sono stabiliti con i decreti di cui al comma 1, assicurando la continuità educativa degli insegnanti di sostegno in ciascun grado di scuola". E ancora, il DM n. 331 24 luglio 1998, art. 40, afferma che "al fine di assicurare la continuità educativa degli insegnanti di sostegno, il Provveditore agli studi assegna i posti di cui agli articoli 38 e 39 del presente decreto, alle singole istituzioni scolastiche tenendo conto: della tendenza delle presenze di alunni in situazioni di handicap nell'ultimo triennio; delle necessità di dotare ogni circolo didattico e istituto di un gruppo stabile di insegnanti, allo scopo di garantire l'efficace utilizzazione delle risorse professionali; dell'esistenza di progetti educativi individualizzati a lungo termine".
Sotto il profilo metodologico e didattico, infine, resta in vigore la CM n. 1/1988, che richiama l'attenzione sulla continuità didattica e sulla necessità di garantire che, nei passaggi dell'alunno in situazione di handicap da un ordine di scuola all'altro, non si creino difficoltà. Inoltre, vengono indicate anche alcune interessanti modalità operative di raccordo tra le diverse istituzioni scolastiche, che tuttavia troppo frequentemente non sono utilizzate. Di continuità educativa in senso lato e per tutti gli alunni (ivi compresi gli alunni in situazione di handicap) si parla, infine, nel DM 16 novembre 1990 e nella CM 339/1992.
La continuità educativa quindi nel processo di integrazione degli alunni portatori di handicap è uno di quei diritti garantiti, ma che purtroppo non viene rispettato quasi mai.
Nella scienza educativa il concetto di continuità educativo/didattica fa riferimento ad uno sviluppo e ad una crescita dell’individuo da realizzarsi ‘senza macroscopici salti o incidenti’: ogni momento formativo deve essere legittimato dal precedente per ricercare successive ipotesi educative ricche di senso e di significato per l’autentica, armonica integrazione funzionale delle esperienze e degli apprendimenti compiuti dall’alunno/a.
La continuità nasce dall’esigenza primaria di garantire il diritto dell’alunno a un percorso formativo organico e completo, che  mira a promuovere uno sviluppo articolato e multidimensionale del  soggetto il quale, pur nei cambiamenti dell’età evolutiva e nelle diverse istituzioni scolastiche, costruisce così la sua particolare  identità.
La circolare 1/88, parla di continuità del processo educativo, come fattore rilevante per la positività dell'esperienza scolastica di ogni alunno, per il bambino portatore di handicap.
La mancanza di continuità didattica dello stesso insegnante negli anni è un disservizio gravissimo, che  danneggia in modo particolare le figure più deboli, quelle che maggiormente avrebbero bisogno di relazioni stabili e sicure.
Chissà se forse, è giunto il momento di rivedere alla radice il modello contrattuale che regola le prestazioni dei docenti, superando una logica troppo impiegatizia che non tutela a sufficienza i diritti di apprendimento degli alunni??? Io credo di si.